Risvegliarsi 'prima dell'Apocalisse' - Recensione all'ultimo libro di Gianluca Solera

Copertina del libro Prima dell'Apocalisse di Gianluca Solera

I tempi in cui viviamo sono soffocati dall'odio ideologico, dalle crisi ambientali, dalla sete di potere, dal rischio della catastrofe bellica. Così un uomo decide di mettersi in viaggio, accompagnato da un padre spirituale, per mettere in discussione sé stesso e scoprire la vita sotto una luce diversa.

Questo è il contesto in cui si sviluppa il libro "Prima dell'Apocalisse. I codici della speranza" di Gianluca Solera, edito da Castelvecchi. Solera ha viaggiato per il mondo, avendo lavorato come consulente al Parlamento Europeo.

La complessa e interessante narrazione dell'ultima opera di Gianluca Solera coinvolge già dal titolo, "Prima dell'apocalisse", ovvero i tempi ultimi, che sono quelli che secondo tutte le tradizioni religiose ortodosse sono quelli che stiamo vivendo qui e ora, e inizia con un brusco risveglio che il protagonista si ritrova a vivere in un ambiente che non conosce, devastato da qualcosa che potrebbe essere stato una guerra nucleare. Dal comprensibile disorientamento iniziale, parte, quasi "costretto", un viaggio intricato, intenso e a volte sofferto, ma sempre ben ispirato, sostenuto a lungo dalla guida del Padre Dall'Oglio, ed è proprio questa la trama che si dipana man mano nella narrazione, che conduce il lettore attraverso luoghi e incontri, con personaggi a volte storici, altre volte di fantasia, altre ancora presi dalle sacre scritture.

Tutto questo, ovvero viaggio, luoghi, incontri, è una continua occasione per il lettore di affrontare temi di grande interesse per tutti: situazioni di stringente attualità, alcune ben coperte dall'informazione, come il cambiamento del clima, l'integralismo, il grave e generalizzato degrado dell'ambiente, altre di scarso interesse mediatico, ma di enorme rilevanza per tutti, come la progressiva ed abnorme concentrazione della ricchezza, sia prodotta che patrimoniale, nelle mani di un numero estremamente ridotto di persone o famiglie, che dunque possono esercitare un controllo pressoché assoluto sulle dinamiche economiche e sociali delle nazioni.

Gli spunti di riflessione proposti al lettore, continui e quasi incalzanti, sono di carattere sia esteriore che interiore: la coscienza delle pressanti problematiche ambientali è un'occasione per portarci a meditare sui tempi escatologici e sui segni che sono in evidenza davanti a noi, con la doverosa attenzione a non identificare il degrado dell'ambiente con l'escatologia stessa, ovvero quelli che sono i numerosi "segni dei tempi" con la stessa volontà divina che ha voluto stabilire una dinamica ciclica per la Sua creazione. Le riflessioni che questo libro ci aiuta a sviluppare ci inducono a ripensare le nostre vite, prima dell'inevitabile fine del presente ciclo.

Colpisce particolarmente l'episodio, citato da Gianluca Solera, dell'incontro tra San Francesco e il Sultano Al Malik, un grande esempio di dialogo (al vertice, possiamo dire) e di riconoscimento reciproco fra importanti rappresentanti di diverse tradizioni religiose, testimoni di pace in tempi di guerra, che allora come oggi sono un imprescindibile modello per tutti. Un dialogo e un riconoscimento che hanno portato ad un reciproco arricchimento, proprio perché hanno potuto svilupparsi senza reciproche contaminazioni delle rispettive forme rituali né sincretismi dottrinali, che nei nostri tempi purtroppo non di rado vediamo.

Nel viaggio incontriamo anche episodi storici che colpiscono per la loro violenza, come nel caso dei criminali che hanno rapito e ucciso i monaci cristiani in Algeria, oppure i fanatici di Daesh che hanno rapito e presumibilmente ucciso padre Dall'Oglio, in entrambi i casi utilizzando le forme religiose come una bandiera ideologica, di odio e strumentale per fini che sono del tutto estranei alla natura essenziale delle vie religiose, che è il ricollegamento al Principio, l'Unico Dio per tutti gli esseri umani.

Il ricordo di questi agghiaccianti episodi storici, che l'autore propone, ci spinge a tenere sempre ben presente la necessità di dialogo e soprattutto di fratellanza fra i credenti appartenenti a forme differenti, ma sempre autentiche e provenienti tutte dallo stesso Dio.

Salman Trotti